Recensioni / Il «sanwich digitale» e gli effetti sulle pratiche formali local/global

Fotografia, cinema, videotape sono le protesi dell’occhio novecentesco che hanno apportato un più di vedere determinante per la percezione contemporanea del mondo. Che il digitale stia a sua volta rivelando nuove modalità della visione non è cosa nuova, nuovo è invece il metodo usato da Paolo Rosselli per proporci le sue riflessioni. Da buon allievo di Ugo Mulas, e da ottimo professionista della fotografia, Rosselli si adopera ad applicare una sana «verifica» del linguaggio fotografico e digitale ricorrendo alle immagini fotografiche, a volte molto convincenti. «Tempo fa alla fotografia riusciva facilmente la simulazione di uno spazio ideale, ordinato, che in un certo modo voleva sempre misurarsi con i grandi problemi... oggi una tale visione non resiste più alla pressione dei tanti eventi impercettibili che accadono in simultanea», scrive l'autore in Sandwich digitale La vita segreta dell'immagine fotografica (Quodlibet, pp. 144, € 25,00). Il sandwich digitale sarebbe a suo avviso un mezzo «molto malleabile» per confrontare ad esempio colori e forme che appartengono a luoghi diversi, come se il genius loci fosse oggi individuabile non più nella fisicità spaziale, ma nelle tavolozze di colori che secondo l’autore sembrano differire da un luogo all’altro. Nel suo percorso riflessivo, questa è un’ipotesi tra le più interessanti: se da un lato sconfessa l’idea ormai invalsa della globalizzazione delle realtà metropolitane, dà rilievo al contrario alle identità locali. Ciò ci ricollega alle analisi ormai decennali ma sempre valide di Emmanuel Todd sul radicamento sempre più forte delle culture locali in contrapposizione alla comunicazione ecumenicamente pervasiva. E non è discorso peregrino, anzi. Varrebbe forse la pena approfondirlo nel campo della fotografia ristabilendo delle frontiere per analizzare le pratiche formali radicate in un preciso territorio culturale e spaziale tralasciando invece per un momento la rivendicazione affascinata uno sguardo globalizzante.