Recensioni / Quel teppista di Manganelli

«Negli scontri letterari [...] si divertiva. Erano gli altri che se la prendevano». Disamava per esempio Pasolini («non posso neanche dirgli che scrive male, perché non sarebbe vero»); lo provocava; una volta riuscì a «smontarlo» (e se la prendeva eccome, PPP; stizzito gli dava del «teppista»). Così ricorda suo padre (scomparso vent'anni fa, il 28 maggio) Lietta Manganelli, fra risatine ereditariamente mefistofeliche, nelle didascalie – dettate a Ermanno Cavazzoni, complice soave – delle immagini splendidamente riprodotte nell'Album fotografico Quodlibet. Il quale fissa una volta per tutte (dopo la versione uscita anni fa sul Caffè illustrato) la prodigiosa «mitobiografia» che risponde al nome di Giorgio Manganelli. «Il Manga», anzi, come lo chiamavano gli amici... (SEGUE)