Recensioni / Viaggi in Grecia

Una nuova iniziativa editoriale che propone una  collana, con testi oramai fuori catalogo in edizione Italiana, è il caso di Imparare da Las Vegas (Robert Venturi-Denise Scott Brown), o  inediti come la raccolta di testi sulla Grecia di Giancarlo De Carlo. La novità rispetto agli altri titoli Quodilibet di arte e architettura, è la collaborazione con la rivista Abitare, ed una grafica estremamente elegante  arricchita di illustrazioni che completano i testi. In lavorazione Jeff Wall, Intelligenza liquida - Scritti scelti di fotografia e sull'arte e Yona Friedman, L'ordine complicato - come costruire un'immagine. Detto questo ho scelto Viaggi In Grecia per presentare queste nuove edizioni. La scelta ha una sua ragione specifica, ritengo infatti molto importante rileggere il lavoro degli architetti attraverso le loro parole più intime, quelle dei diari di viaggio o dei testi nati quasi da un'esigenza privata e non dettati da riflessioni di ampio respiro, dedicate ai propri lavori o i saggi piu' prestigiosi pensati per un pubblico più vasto. I testi di De Carlo qui raccolti sono pagine autobiografiche, riflessioni generali quasi sempre legate al viaggio e all'incontro tra uomini e spazi. Sono gli uomini e gli spazi infatti i veri protagonisti di questo libro, quasi non esistono grandi differenze tra le descrizioni degli uomini inconntrati più o meno per caso e quelle dei paesaggi e delle architetture, come se l'autore riversasse sulle pagine impressioni dirette di esperienze, di luoghi fisici che si trasformano nel tempo in luoghi  mentali, spazi in cui realtà e  mito si fondono. La Grecia.......come luogo dove ritrovare il senso primo, dunque non solo spaziale, non solo fisico, non solo oggettivo dell'architettura. Le pagine di questo libro segnano il ritorno di un pensiero impetuoso e sofisticato, di una scrittura limpida e vibrante, che da qualche anno avevano smesso di accompagnare chi crede nell'architettura come un modo per interpretare il mondo. (Stefano Boeri dall'introduzione )......

La verità è che l'architettura non può essere autonoma, per il semplice fatto che la sua prima motivazione è di corrispondere a esigenze umane e la sua prima condizione è di collocassi in un luogo. Esiste invece l'autonomia degli architetti e si tratta di un fenomeno ciclico che oggi, arrivato a uno dei suoi culmini, si manifesta la consueta sindrome: fuga nell'accademia, soggezione alle esigenze del potere, terrorismo grafico e verbale, paura del cambiamento rivestita di arroganza. (Giancarlo de Carlo). Mi è già successo con la biografia di Ettore Sottsass cominciare a leggere e non poter smettere, anche quando mi annoiavo nei passaggi più ripetitivi, continuavo il viaggio e mi appassionavo ad una scrittura pulita, che non cerca di compiacersi ma che al contrario diventa uno strumento per fissare l'esperienza nella memoria. Ho trovato nel libro moltissime occasioni di riflessione, perché ad un certo punto diventa importante non distinguere più tra ciò che una architetto scrive o ciò che vive, perchè alla fine del viaggio ogni cosa si trasforma nelle sue architetture. Il libro è diviso in tre parti,  la prima formata da diari di viaggi (76'/77'). La seconda di scritti sulla grecia già pubblicati (ma che appaiono sotto altra luce così raccolti) ed infine una terza parte formata da frammenti raccolti dai suoi diari. Tre scritture diverse che raccontano l' amore per una natura, una cultura, un'architettura. Il tutto di fissa nella mente del lettore una geografia di atmosfere,  una mappa di saperi che stimolano il pensiero spaziale e cercano di farci rivivere la memoria dei luoghi, memoria storica e memoria personale. Luoghi che De Carlo visita più di una volta durante i suoi viaggi, percorrendo itinerari diversi o ripetendo ritualmente gli stessi paesaggi. Ad ogni passaggio la lettura rimanda a pensieri, a progetti ad esperienze e ricordi, a libri, ad amici. Sembra che la grecia sia uno strumento necessario alla vita di De Carlo:  Il luogo ,il tempo, il mare sono meravigliosi e ci sentiamo rivivere....guardo gli alberi i più comuni e i più semplici, e cerco di capirne i segreti. Mi servirà per il progetto della torre di Siena?

Leggere questo libro è un modo per poter continuare a credere in ciò che in questo paese, la professione, l'accademia, il sistema politico ci stanno lentamente togliendo giorno dopo giorno. Leggere questo libro significa ritrovare il luogo che rappresenti per ognuno di noi il punto di partenza ed il punto di arrivo, il traguardo di una possibile guarigione per la nostra anima,  il nostro corpo, la nostra idea di architettura.

 Per sei mesi ho pensato alla Grecia come traguardo di una mia possibile guarigione. Se fossi riuscito a tornarci, avrei potuto dire che ce l'avevo fatta e che la mia morte era rimandata. E difatti ci sono riuscito. A metà settembre con Giuliana.......mi sono imbarcato su un traghetto Supefast per Patrasso.