Riviste / L'ospite ingrato / «Per voci interposte». Fortini e la traduzione / Sotto il “quaderno di traduzioni” di Fortini. Progetti, esitazioni, esiti di una forma libro

Questo contributo, che si basa su accurate ricerche d’archivio, si propone di inserire Il ladro di ciliege all’interno della serie dei «Quaderni di traduzioni», proposta all’Einaudi proprio da Fortini e Mengaldo, e inaugurata dal Musicante di Sereni (a cui seguiranno Luzi e Giudici). Si tratta di un genere ibrido, in cui si incontrano traduzione e poesia in proprio; per Fortini, poi, il discorso si complica ulteriormente grazie alle risonanze con la sua densa riflessione critico-teorica. Il principale obiettivo di questo studio è costituito, allora, dall’analisi della struttura e della progettualità autoriale sottese al Ladro. Si può notare un ordinamento prevalentemente geografico-linguistico, dominato dal tedesco e dal francese. Nell’incipit e nell’explicit sono collocate le due sole versioni inedite, cioè – rispettivamente – il Lycidas di Milton e un testo di Queneau. Se Éluard ha certo grande importanza, il cuore del libro è sicuramente rappresentato da Brecht, come suggerito dalla sua collocazione centrale e dal numero di pagine a lui dedicate, oltre che dal titolo stesso del “quaderno”.

This essay, which is based on accurate archival research, sets out to place Il ladro di ciliege in the context of the «Quaderni di traduzioni» series, which Fortini and Mengaldo proposed to Einaudi. This series opened with Sereni’s Musicante and included works by Luzi and Giudici. While the books published in this series are inherently hybrid, juxtaposing translations and poetry, Fortini’s volume engages also with dense critical and theoretical reflections. One of the main goals of this essay is thus to analyze Il ladro’s organization and authorial design. It is worth noting that its geographical and linguistic arrangement pivots on the German and French linguistic and literary traditions. The only two unpublished works are situated in the incipit and in the explicit—which feature translations, respectively, from Milton’s Lycidas and Queneau. While Éluard has an essential role, Brecht is the author at the heart of Fortini’s book, as it is suggested by his central place in it, the number of pages dedicated to him, and its title.