Riviste / L'ospite ingrato / «Per voci interposte». Fortini e la traduzione / Fortini e Heine attraverso Carducci, Noventa, Petrarca. Traduzioni, riscritture e una «citazione sbagliata»

Heinrich Heine è uno dei molti poeti con cui si confronta il Fortini traduttore e saggista. Il presente saggio si concentra sul modo in cui Fortini si rapporta a Heine (un argomento che finora non è mai stato indagato) e dimostra che Fortini si relaziona non tanto con Heine o coi suoi testi, bensì con la precedente ricezione italiana del poeta tedesco. Dopo aver richiamato le tappe cruciali della fortuna italiana di Heine (Carducci, Nievo, Croce), viene analizzata la traduzione di Wenn ich an deinem Hause, inclusa nel Ladro di ciliegie. Si evidenzia la doppia “marcatura” che Fortini applica al testo: sia metrico-ritmica (di derivazione brechtiana) sia storico-critica (con riferimento a Noventa e a un suo saggio, uscito su «Solaria», che criticava lo Heine di Carducci e lo leggeva come poeta civile). Si analizzano infine le riscritture da Heine al secondo grado (ovverosia redatte a partire dalle versioni di Noventa in dialetto veneto); infine si prende in esame un saggio (La citazione sbagliata) dove Fortini, riprendendo l’incipit di una versione heiniana di Carducci che “petrarchizzava” il poeta tedesco, chiarisce la propria concezione di rapporto con la tradizione letteraria.

Heinrich Heine is one of the many poets Fortini translated and wrote about. This essay analyses Fortini’s approach to Heine (a topic literary scholarship never addressed so far) and demonstrates that Fortini does not confront himself with the German poet or with his works, but rather with his/their reception in Italy in the 19th and 20th century. After recalling the crucial stages of Heine’s fortune within Italian literature (Carducci, Nievo, Croce), this study examines Fortini’s translation of Wenn ich an deinem Hause (included in Il ladro di ciliege). Thereby, the essay highlights the twofold “marking” that Fortini applies to the text. Fortini’s ‘marking’ regards both the metric-rhythmic and the historical-critical level: on the one hand Fortini employs a Brechtian metric scheme, on the other he includes a reference to an article by Giacomo Noventa. Such article, published on «Solaria», criticized Carducci’s translations of Heine and presented the latter as a poeta civile. Moreover, this study investigates Fortini’s rewritings of other rewritings of Heine, namely the ones Noventa wrote in his own dialect. Finally, the focus lies on Fortini’s essay La citazione sbagliata, in which Fortini takes up the incipit of a “petrarchistic” translation of Heine by Carducci in order to reflect on his own approach to literary tradition.