Riviste / L'ospite ingrato / «Per voci interposte». Fortini e la traduzione / «Quanta aria dal bel viso mi diparte». Fortini e la traduzione fra classicismo e passione del reale

Il saggio è focalizzato sul nesso fra traduzione, tradizione e classicismo nella poetica e nella prassi traduttiva di Franco Fortini. L’ipotesi fondamentale è che non solo la teoria della traduzione di Fortini, ma l’opera poetica in proprio di questo autore, trovino una chiave interpretativa importante nel dialogo tra questi elementi, posti in risonanza con un quarto e decisivo, ovvero la categoria marxiana di dialettica. L’argomentazione è affidata da una parte, alla disamina degli scritti teorici dell’autore sugli elementi sopra elencati, con particolare riguardo alle Lezioni sulla traduzione; dall’altra, all’indagine del rapporto privilegiato di Fortini con Bertolt Brecht, assunto quale modello di stile e, prima ancora, di poetica. Allo studio fortiniano di Brecht, confermato da fonti reperite presso l’Archivio senese del Centro Studi Franco Fortini, viene fatta risalire l’attenzione dell’autore alla dialettica, e la sua centralità nella particolare curvatura del classicismo di Fortini.

The essay focuses on connection between translation, tradition and classicism in Fortini’s poetics and translation practice. The basic assumption is that Fortini’s translation theory and entire poetic work both find a relevant interpretative key in a dialogue between the three elements, placed in resonance with a fourth and decisive one, namely the Marxian cathegory of dialectic. The argument is entrusted on one side to examination author’s theoretical writings, on the elements above mentioned, with specific reference to Lezioni sulla traduzione, on the other to analyze Fortini’s privileged relationship with Bertolt Brecht, assumed as a model of style and, above all, poetics.
The author’s attention to the category of dialectics and his centrality in the unique curvature of his classicism is traced back to the Fortinian study of Brecht, confirmed by indirect sources found in the Sienese Archives of Centro Studi Franco Fortini.